E’ successo diverse volte, durante delle feste a tema a cui ho partecipato, di vedere che qualcuno stesse giocando, e che un importuno cercasse di entrare nel gioco, senza essere stato invitato. Premesso che sicuramente in un gioco fatto in pubblico, magari piccolina, ma una parte di esibizionismo di solito c’è (personalmente, in quella sede faccio cose che normalmente non potrei fare per questioni di spazio. Ma non solo quelle, è chiaro.). Magari certe volte, nell’economia del gioco ci sta, anzi, è essenziale la partecipazione di qualcuno dei presenti. Previo invito però. Ma se due o più persone se la stanno giocando tranquillamente, senza chiedere nulla a nessuno e senza dare fastidio a nessuno, perché ci dev’essere il piciomolle di turno (ce ne fosse uno solo...) che cerca di intrufolarsi nel gioco, con la nemmeno tanto segreta speranza, se non di farselo succhiare, almeno di abbrancare qualche pezzo di carne? (sia chiaro, costoro sono accorti, in modo da non farsi acchiappare dagli organizzatori, o da non farsi segnalare, altrimenti finirebbero fuori dalla porta senza nemmeno toccare i gradini). La mia curiosità riguarda le motivazioni di un comportamento del genere. Secondo me sono ignoranza e mancanza di cultura specifica. Forse sono la stessa medaglia. Per anni, un ultracentenario ha cercato di creare prima, e diffondere poi, cultura Sm. Il problema però è che si tratta di una merce che va continuamente rinnovata ed adeguata. Mai come in questo caso, l’occhio del padrone ingrassa il cavallo. Diverse persone che si sono diplomate in masterologia applicata su wikipedia, quando va bene, o magari hanno conseguito il Master su youporn, dopo essere uscite dalle mutande del monitor si aggirano per la realtà pensando di sapere. Il che di per sé non sarebbe un grosso problema, non foss’altro che però poi questi fanno anche danni reali. Oppure, se non osano tanto, cercano perlomeno di approfittare di qualche briciola caduta da ben altri deschi. Ma se anche si riesce a dare qualche informazione a costoro, dopo poco tempo si affaccia alla porta qualche altro personaggio, a cui dover dare gli stessi input, e via così ciclicamente. Chissà, se e fino a quando si riuscirà a tenersi e tenere aggiornati costoro...
venerdì 9 agosto 2013
Come spesso accade, non abbiamo concordato la safeword: mi sento ripetere da tempo che con me non ce n’è bisogno, lo so da me se e quando è il momento di fermare la sessione. Ed in effetti è vero, non sono passati inutilmente tutti ‘sti anni a far girare sculacciate, corde, fruste, flogger e candele! Quindi se ce n’è bisogno, e non mi sono già fermato io, basta dire che bisogna arrestarsi, et voilà.
Iniziamo come al solito con lo spanking, in un crescendo quanto più controllato possibile, intercalando le mani con qualche colpo di paddle. Poi flogger, prima quello intrecciato per scaldare ancora le parti, specialmente quelle non interessate dalle sculacciate. Il sudore imperla la fronte, il dolore, sia pure leggero, inizia a farsi strada nelle sinapsi; ma continuiamo: fa la sua comparsa il cane, all’inizio oggetto un po’ difficile da classificare: odio o amore per la bacchetta ricurva? Per ora direi un amore viscerale. I colpi scendono regolari e rapidi sulle terga della fanciulla, che ormai ha il “culo di cuoio”, per dire che difficilmente le si arrossa la pelle, sia pure dopo ore di trattamenti simili, colpi e colpi, grazie alla lunga abitudine a giocare sul serio. Poi il bastinado, sempre col cane, sempre usato con rapidità. Il sudore ormai scende copioso sul viso, viso sia pure allietato da un bel sorriso estatico, ma il dolore si fa sempre più vivo e pungente, al limite della sopportazione e, purtroppo, oltre. Per fortuna le parole necessarie, pronunciate quasi con apprensione, giungono ad interrompere la gragnuola di colpi: “Padrone, ti fa male? Dobbiamo fermarci??” Aspetto qualche secondo a rispondere, vorrei continuare ma il cervello la sa più lunga di me: braccio e spalla sono pronti per lo sfasciacarrozze, quindi meglio che mi fermi... Ahio... Speriamo che con qualche minuto di riposo mi passi tutto!!
Iniziamo come al solito con lo spanking, in un crescendo quanto più controllato possibile, intercalando le mani con qualche colpo di paddle. Poi flogger, prima quello intrecciato per scaldare ancora le parti, specialmente quelle non interessate dalle sculacciate. Il sudore imperla la fronte, il dolore, sia pure leggero, inizia a farsi strada nelle sinapsi; ma continuiamo: fa la sua comparsa il cane, all’inizio oggetto un po’ difficile da classificare: odio o amore per la bacchetta ricurva? Per ora direi un amore viscerale. I colpi scendono regolari e rapidi sulle terga della fanciulla, che ormai ha il “culo di cuoio”, per dire che difficilmente le si arrossa la pelle, sia pure dopo ore di trattamenti simili, colpi e colpi, grazie alla lunga abitudine a giocare sul serio. Poi il bastinado, sempre col cane, sempre usato con rapidità. Il sudore ormai scende copioso sul viso, viso sia pure allietato da un bel sorriso estatico, ma il dolore si fa sempre più vivo e pungente, al limite della sopportazione e, purtroppo, oltre. Per fortuna le parole necessarie, pronunciate quasi con apprensione, giungono ad interrompere la gragnuola di colpi: “Padrone, ti fa male? Dobbiamo fermarci??” Aspetto qualche secondo a rispondere, vorrei continuare ma il cervello la sa più lunga di me: braccio e spalla sono pronti per lo sfasciacarrozze, quindi meglio che mi fermi... Ahio... Speriamo che con qualche minuto di riposo mi passi tutto!!
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