sabato 5 maggio 2012
La punizione
Sembra che il mondo S/m sia incentrato solo ed esclusivamente su punizioni. Ok, in una certa tipologia di giochi ci sta anche bene: professore-allieva, allenatore-atleta, capufficio-segretaria. Se abbiamo tanto tempo a disposizione e ci vediamo una volta ogni due mesi ( o addirittura meno), ok ci sta anche bene che ci mettiamo a fare ‘sta manfrina. Ma se dobbiamo litigare fin da subito con le distanze, il poco tempo a disposizione, le questioni logistiche, direi che la pantomima può prendere ben altre mete e direttrici (->andare afffff...). E poi, detto tra noi: ma veramente io devo avere una scusa, quale quella di punire, per dare dei colpi alla mia slave? Eh, no! Troppo comodo così! Così, mi devo fare seghe mentali per trovare un motivo per la punizione (se non ho un motivo valido, è una punizione dello stracazzo). E se non trovo un motivo valido, faccio come il lupo con l’agnello? Niente da fare: io colpisco la mia slave se e quando mi pare e piace, perché è (e DEVE essere) cosa che piace SIA a me CHE a lei. E poi, che senso avrebbe, nel caso di vera mancanza, procedere ad una punizione? Così la fanciulla si sistema la coscienza, la monda e la purifica e via che non è successo nulla? Una cippa emerita, non funziona così. Così come non funzionano le scuse: non so cosa farmene: ti devi mettere nella condizione di non doverti scusare. Difficile? Pretese da parte mia? E che educatore sarei altrimenti? Te le perdono tutte, così ti adagi e non cerchi mai di migliorare? “Tanto cosa vuoi che mi faccia...!?”. Negativo. La certezza della pena è una delle basi del diritto, se non LA base. Non c’è alcun motivo valido per non osservare questa direzione anche (e soprattutto) nell’Sm!
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