venerdì 20 aprile 2012

Sottomissione, dominazione e altri incidenti di percorso.

Non ho nulla contro chi utilizza questi termini a ragion veduta. Solo che quelli che si possono permettere di fare una cosa simile sono pochini. Gli altri, come spesso, sempre più spesso, purtroppo succede, parlano a vanvera. Basterebbe informarsi, ma ancora meglio provare. Facciamo un esempio: il Top dà alla bottom una serie di indicazioni stringenti, sia in termini fisici che psicologici Le solite cose: metti questi indumenti, non mettere questi, stai in questa specifica posizione, comportati così, rivolgiti a me solo con questi termini e solo se succedono queste determinate cose. Fin qui non ho nemmeno scoperto l’acqua calda, giusto? E la bottom in questione, tutta eccitata, confusa e felice di vedere realizzate le proprie aspirazioni e poter vivere le situazioni che sospira da una vita e mezza, esegue il tutto a puntino, più o meno. Può darsi anche che il gioco preveda una serie di punizioni in caso di mancanza, di poca accuratezza nell’esecuzione degli ordini di cui sopra... Questa della punizione è cosa che non condivido, ma ne parlerò altrove. Torniamo a bomba. Il gioco fila liscio e tutti i protagonisti sono fieri ed orgogliosi di come è andata e dei reciproci comportamenti. Se la cosa succede in un 3 o 4/1 una volta ogni tanto, nemmeno tutte le settimane, però. Perché se il gioco, sia pure in 3 o 4/1 succede una volta alla settimana, per due o tre anni, non sono molto sicuro che i comportamenti siano di nuovo improntati alla totale sottomissione ed attenta obbedienza. Magari ci sono dei passi avanti, si aggiungono nuove frecce alla faretra dei giochi possibili. Però... La costanza mi sa che deve fare i conti con l’assuefazione. O forse con un po’ di stanchezza. O si tratta forse di necessità di ben altro? Perché comunque si può giocare, pur usando sempre le stesse pratiche, senza mai giocare due volte nello stesso modo.