giovedì 18 giugno 2009

Faber

Prima di uno dei video di deAndrè di cui parlo qui sotto, Faber fa una sorta di introduzione filosofica, sulla differenza tra vizio e virtù. Condivisibile o meno, ma parecchio profonda, secondo me c'è da pensarci su un bel po'. Però ad un certo punto dice una cosa riguardo ai valori che suona più o meno così: "Non è che i giovani non abbiano valori, ne hanno ma noi non siamo in grado di capirli perchè siamo ancora affezionati ai nostri". Vero, fuori di dubbio. Però ci sono alcuni valori che devono essere comuni a tutti i componenti di un gruppo, più o meno numeroso, come potrebbe essere la popolazione di un certo Stato, oppure di un paese, o giù di lì. E ci sono dei valori che secondo me possono afferire esclusivamente ad una generazione, ed altri che invece andrebbero considerati trasgenerazionali. E noto, nel mio quotidiano, che mi porta a contatto con numerose persone delle più svariate estrazioni sociali e culturali, che in effetti, questi tipi di valori sono sempre meno coltivati, se non sono addirittura sconosciuti. E mi chiedo: è possibile che chi doveva trasmettere quei valori, non si sia premurato di farlo? Ammesso che fossero nel suo bagaglio, e penso alla famiglia ed ai componenti della stessa. Ma anche le istituzioni demandate alla trasmissione di valori e nozioni? Che cos'hanno fatto in questi ultimi anni? Dormito sonni profondi? Il rispetto, la modestia, la volontà d'informarsi, di aggiornarsi, la volontà e la necessità di essere sempre attenti e curiosi di quel che succede nel mondo, sia lontano da noi che vicinissimo, ampliare le proprie conoscenze, la voglia di usare e mettere a frutto queste conoscenze: che diamine di fine hanno fatto?

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.